Dalla piccola officina alla ribalta mondiale: l’ascesa di Comes
- 17 Marzo 2026
- Posted by: comes
- Categoria: News
Nata nel 1988 e oggi insediata alle porte di Taranto, lungo la strada per Statte, l’azienda di Cesareo si occupa di energia, siderurgia e componenti per il nucleare.
Estratto dalla rubrica IMPRESE – CHE STORIA del Nuovo Quotidiano di Puglia (Lunedì 16 Marzo 2026) a cura di Domenico Palmiotti
«Volevo fare automazione industriale in senso lato. E non trovando respiro nell’azienda in cui ero in quel periodo, poiché voleva continuare a lavorare quasi esclusivamente con l’acciaieria, decisi di tentare l’avventura imprenditoriale». Vincenzo Cesareo, 65 anni, a capo di Comes, già presidente di Confindustria Taranto e ora presidente della Camera di Commercio Brindisi-Taranto e consigliere di Federmeccanica, descrive così la spinta che nel 1988 lo porta a fondare l’azienda, oggi realtà industriale importante.
«Partimmo — rammenta — con zero dipendenti per l’automazione nelle fabbriche. Puntavamo a sostituire il personale di produzione con le macchine elettromeccaniche ed elettroniche. Agli inizi eravamo io ed un progettista meccanico. Per un paio di anni abbiamo lavorato così. Poi il mio socio dell’epoca decise di tornare a fare il dipendente, anzi il dirigente. E io, venuta meno la componente meccanica, ho dovuto trasformare l’azienda in elettro-strumentale».
Tuttavia, Cesareo non rimarrà per molto da solo alla guida della Comes. Nel 1991 arrivò infatti Tommaso Carone, che per tanti anni, sino alla scomparsa ad aprile 2017, è stato socio, spalla e fratello di Cesareo. «Carone — rammenta Cesareo — veniva da Fincantieri e voleva darmi una mano. Abbiamo quindi cominciato a costruire impianti. Da quel momento siamo andati avanti cominciando ad uscire dall’orbita dell’allora Italsider».
Dalla piccola officina al successo
Oggi la Comes si trova in un’ampia area alle porte di Taranto, lungo la strada che porta a Statte. Ma non è qui che si sono mossi i primi passi. «La Comes — dice Cesareo — è nata in via Speziale, la strada di Taranto vicina al carcere. Era un locale di 40 metri quadrati. Avevamo tutto lì: magazzino, officina e spogliatoio. I primi quadri li facevamo per un conservificio di Foggia e la sera, prima di chiudere, dovevamo disassemblarli, altrimenti non potevamo abbassare la saracinesca. Ogni giorno, quindi, eravamo costretti ad un supplemento di lavoro».
Poi da via Speziale, due-tre anni dopo (nel ’91), il trasferimento a Statte in contrada Zappalanotte. «Era ancora un’officina piccola ma erano circa 180 metri quadri, in seguito abbiamo preso in fitto anche una palazzina che era di fronte. In quegli anni avevamo 15-20 dipendenti. Lavori in giro, prevalentemente in Puglia». Il grande passo è arrivato con l’acquisto del primo capannone in via Ariosto, l’attuale sede storica.
L’ampliamento con il settore siderurgico
Nella storia della Comes ci sono state più tappe di crescita. La prima avviene nella seconda metà degli anni ’90, quando l’Italsider viene ceduta dall’Iri ai Riva, i quali mettono inizialmente in stand-by i fornitori. «Noi, che avevamo sempre cercato lavoro altrove, ci trovammo allora con un bel carico di commesse e abbiamo avuto la fortuna di avere le competenze di persone che andavano via dalle imprese che non lavoravano più con l’Italsider».
Dopo circa un anno, la chiusura di Riva verso l’indotto locale si ridimensiona. «Il siderurgico riprende ad utilizzare i fornitori locali e noi ci trovammo con le spalle forti perché avevamo già attività in corso. Avevamo allora 40-50 dipendenti». In questa fase avviene l’episodio del “codice fornitori”: Cesareo riuscì a ripristinare in tempi record una palazzina colpita da un incendio sotto Ferragosto, convincendo i vertici dell’Ilva della propria affidabilità.
Orizzonti internazionali e nucleare
La Comes ha poi ampliato il suo raggio d’azione con Fincantieri (Monfalcone, Marghera, Genova, La Spezia). «Nel 2020, nonostante il Covid, non ci siamo fermati e abbiamo deciso di divenire general contractor». I numeri parlano chiaro: dai 417 dipendenti del 2022 si è passati ai 700 attuali (più 300 all’estero).
«Entro il 2030 il piano industriale prevede 750 addetti e un fatturato di 150 milioni. Nel 2025 il fatturato è stato di 90 milioni. Oggi facciamo prefabbricazione anche per il nucleare, per il sito di Cadarache in Francia, in joint con Fincantieri e Ansaldo Nucleare». L’azienda è attiva anche in Spagna, Danimarca, Germania, Belgio e Guadalupa.
Innovazione e Idrogeno
Comes sta investendo 15 milioni per ampliarsi (15 mila mq coperti) e sta conducendo ricerche sugli elettrolizzatori per ridurre i costi di produzione dell’idrogeno del 20-25%. Una curiosità dell’ampliamento a Statte è la presenza di alberi e piante interrati direttamente nel capannone. «Siamo i primi in Europa a fare una cosa del genere» conclude Cesareo.
